domenica 11 agosto 2013

Generazione 0




Fare una grigliata in mezzo a una marmaglia di 17enni è un’esperienza unica. Giocano a calcio per sfogare il testosterone, roba che io già a 18 anni sarei rimasto seduto a bere San Simone e guardarli, figurarsi a 25; tutti i riferimenti alla cultura pop degli anni ’90 cadono inascoltati, mentre loro parlano di cose tipo Winx, Dubstep, Beyblade; si scambiano i numeri di cellulare. Cazzo, i numeri di cellulare. E magari li useranno per Whatsapp, o come diavolo si scrive. Uno si aspetta un’iniezione di energia e giovinezza, invece c’è solo un enorme senso di vuoto, di inappropriatezza, di paternalistica fratellanza. Poi non bevono molto, deve essere per reazione alla mia generazione, che forse in certi contesti ha un po’ esagerato, e scrivono velocissimi col tuch screen, e indossano di nuovo, dopo anni di oblio, le camice a quadrettoni, però non quelle pesanti e di flanella, quelle di cotone strette. Non hanno mai visto Bim bum bam o Solletico, in compenso sono nati che Internet era già una realtà e i cd musicali li hanno visti solo di sfuggita. Le ragazze indossano tendenzialmente shorts di jeans, camicione aperte, top colorati o magliette bianche con robe disegnate sopra. Devo essere sincero, non ricordo come vestissero le ragazze dieci anni fa. I ragazzi portavano le polo della Lonsdale e quei giubbotti (di cui mi sfugge il nome) in tessuto sintetico e chiusi con una cintura, stile gerarca SS, e ascoltavano Gabry Ponte se non Tatanka o Bruno Power. Poi vabbè, c’erano i punk come me ma questa è un’altra storia; credo che, annidati fra emo e rastoni vari, esistano ancora oggi. La politica è totalmente assente dal loro immaginario e dai loro discorsi, ma una volta tanto la colpa non è loro. 

Però parlando di ragazze, di limonare, di calcio, di presentarsi le amiche, di lasciare le tipe, delle prof stronze, delle gite degli anni precedenti, delle tette di quella di quarta C, della MILF di turno, e questa è una consolazione enorme.

Ché l’importante è vivere queste cose, fanculo alle mode, alla politica e all'immaginario collettivo.

8 commenti:

  1. Io invece (con dei sedicenni) mi sono divertita molto, nessun pensiero del tipo "mi sento proprio una baby-sitter". Li ho trovati molto più adulti di quanto di aspettassi (sebbene anni-luce distanti dalla me sedicenne, che poi si parla tipo di 6 anni fa..). Io ero sicuramente più aggressiva, socialmente e politicamente impegnata, ma avevo smesso di cantare le canzoni dei cartoni animati solo l'anno prima... A me piacciono questi ggiovani meno vecchi dentro di quanto lo eravamo (e lo siamo) noi.

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  2. "c’erano i punk come me ma questa è un’altra storia; credo che, annidati fra emo e rastoni vari, esistano ancora oggi. " - yep, vuoi sapere dove si ritrovano nell'estate torinese?

    Io gli adolescenti di oggi me li sento alieni - cresciuti in un contesto culturale così diverso da quello in cui sono cresciuta io, che proprio anche lo sviluppo cognitivo ha preso direzioni e tempi che nulla hanno in comune. Non sto esprimendo giudizi, anzi: mi sento più come l'osservatrice esterna di qualcosa di curioso, ecco.

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  3. @Laura: ma infatti non sto dicendo di non essermi divertito o di non apprezzarli :) inizio solo (me tapino) a sentire lo scarto e le differenze. Fintanto che tuo fratello di 8 anni più piccolo è un bambino, nemmeno ti accorgi della cosa; quando diventa "come te" inizi a saggiare il tempo che passa. E' divertente avere un fratello molto più piccolo, è un'estensione della mia adolescenza :) Poi ripeto, l'importante è che non dimentichino le cose fondamentali della vita, le 3 F (Figa, fantacalcio, fumetti)!

    @Minerva: ma io ero un punk di provincia, gente da moretti al parco e ardite magliette delle Pornoriviste ;) Comunque concordo, al di là dei giudizi (sempre piuttosto inopportuni, per non cadere nella trappola di diventare come i nostri genitori, etc...) le differenze ci sono, ma devo ammettere che - forse proprio grazie al bel rapporto che ho con mio fratello e quindi con i suoi amici - sento più continuità fra me e lui piuttosto che fra me e quelli di una decina d'anni più grandi.

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  4. Ach, e così mi tagli fuori. Antipatico, non ti parlo più.

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    1. buon per te che non mi conosci di persona altrimenti sarebbe la volta che svilupperesti il complesso di Edipo, giovinastro :P

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  5. Risposte
    1. Alla fin fine, argomenti su cui parlare ne trovi come ben hai fatto notare.E' da questi che si parte...

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